La citta di Tharros
Questo antico porto, fondato dai Fenici intorno all'800 a.C., sorge in posizione solitaria sulla penisola del Sinis, stretto tra le acque del Mediterraneo e quelle del golfo di Oristano.
Oggetto di scavi fin dal Seicento, è di aspetto prevalentemente tardoromano, sebbene non manchino resti di origine punica e altomedievale, epoca in cui Tharros fu abbandonata a causa delle scorrerie saracene.
Fra il reticolo di strade romane lastricate che separa edifici pubblici e dimore private, queste ultime risalenti per lo più al periodo cartaginese, la via principale unisce la zona meridionale della città al pianoro
di Muru Mannu, più a nord. Da qui il panorama si apre sulla regione del Sinis, delimitata dal massiccio vulcanico di Montiferru, dalle acque del golfo e del Mediterraneo. Proseguendo s'incontra l'anfiteatro romano,
piccola arena semicircolare sita in parte sull'area del tophet, santuario dell'VIII-II sec. a.C. consacrato al dio fenicio Ba'al e poi alla dea Tanit, a sua volta sorto sui resti di un antico villaggio nuragico.
Scendendo verso i quartieri meridionali si giunge al grande edificio delle terme e alla basilica e al battistero paleocristiani.
Su Nuraxi di Barumini:
Su Nuraxi di Barumini è l'esempio più completo e meglio conservato di nuraghe, mentre il complesso di questi monumenti, sparsi per tutto il territorio della Sardegna ed esclusivi dell'isola, costituisce una delle testimonianze più significative della cultura preistorica preindoeuropea nel bacino del Mediterraneo.
Ma che cosa sono i nuraghi e qual era la loro funzione? Si tratta di torri difensive a forma di tronco di cono realizzate con grossi macigni a secco, dotate di sale interne e coperte da tetti a volta a pseudocupola. Alcuni nuraghi, come nel caso del villaggio di Barumini, sono posti all'interno di recinti costituiti da torri più piccole collegate da muri massicci. Intorno a queste costruzioni principali si trovavano dei villaggi con piccole case a pianta circolare.
Le prime strutture difensive centrali, risalenti alla media e tarda Età del Bronzo, ovvero tra il 1500 e l'800 a.C., sembra fossero state costruite da famiglie o da clan che vivevano isolati. I più importanti interventi di sviluppo ed espansione a Barumini risalgono all'inizio dell'Età del Ferro, tra il X e l'VIII secolo a.C. Nel corso del VII secolo a.C. su Nuraxi fu devastato dai Cartaginesi e il suo sistema difensivo praticamente distrutto; nonostante ciò, l'insediamento fu conservato e le abitazioni ricostruite.
Nel III secolo a.C., con la conquista della Sardegna da parte dei Romani, la maggior parte dei nuraghi venne abbandonata. Ma non fu il caso di su Nuraxi: gli scavi archeologici hanno dimostrato infatti che il sito rimase abitato fino al III secolo d.C.
Il pozzo astronomico di Santa Cristina:
Il pozzo astronomico di Santa Cristina a Paulilatino (OR) è un monumento straordinario: edificato intorno al X secolo a.C., realizzato in blocchi di pietra basaltica finemente lavorata, è tuttora perfettamente conservato.
La struttura funzionava da osservatorio per la massima declinazione della luna alla fine di dicembre e all'inizio di gennaio, quando si rifletteva nell'acqua in fondo al pozzo. Negli equinozi di primavera e d'autunno, invece, il sole illuminava la scalinata fino ad arrivare allo specchio d'acqua.
Attorno al pozzo si sviluppa il villaggio nuragico, dove si può ammirare la capanna delle riunioni, ancora ben conservata, con i sedili circolari.
Poco distante, a circa 150 metri, è il villaggio medievale, costruito intorno al 1200, in parte con materiali di scavo provenienti dal villaggio antico, e dedicato a Santa Cristina. Ancora oggi è sede di festeggiamenti religiosi: questo sito è dunque da tremila anni un luogo sacro.
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